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Descrizione campagna

Cos’è la Globalità dei Linguaggi?

La Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione con finalità di ricerca, educazione, animazione, riabilitazione, terapia, inventata e portata avanti (da più di 40 anni) da Stefania Guerra Lisi .

Il campo, l’oggetto specifico della disciplina è, precisamente, la comunicazione e l’espressione degli e tra gli esseri umani. ‘Con tutti i linguaggi’ o ‘globalità dei linguaggi’ significa anzitutto apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali o non verbali, senza previe esclusioni. Significa poi un positivo interesse, studio, uso e pratica di quanti più possibili mezzi, linguaggi, strumenti, a cominciare da quelli più fondamentali, comuni ed efficaci per la comunicazione umana, in particolare i linguaggi del corpo.

La ricerca della propria identità, che accomuna tutti gli esseri umani (disabili o no), è un processo che non ha mai fine essendo questa in continua evoluzione.

Dal punto di vista della Globalità dei Linguaggi questa ricerca ruota intorno a  quattro domande :

Chi sono io?

Come mi vedono gli altri?

Cosa gli altri non sanno di me?

Come vorrei essere?

Sentirsi capiti, riuscire a rispecchiarsi nell’altro, sono fattori fondamentali nel processo della creazione di una “buona immagine di sé. L’aspettativa che gli altri hanno nei nostri confronti ci condiziona sia in positivo che in negativo.  In quest’ottica diventa prioritario, prima di valutare le capacità o incapacità di ogni persona, valorizzare la creatività, i gusti personali e le peculiari modalità con cui entra in relazione con l’altro e con l’ambiente. Ognuno, nell’esprimersi con la voce, con il corpo, con il disegno, nelle proprie scelte, plasmando e modellando vari materiali, esprime memorie profonde del proprio vissuto; queste memorie ci fanno preferire un suono piuttosto che un altro, un materiale morbido piuttosto che duro, un particolare colore, dando vita ad un nostro stile personale.

Quando l’essere umano viene accolto e valorizzato, sentendosi finalmente in  sincronia – sintonia – sinfonia con l’ambiente e ritrovando l’armonia fra mondo interno ed esterno, è possibile che accetti di “Ri-uscire” dando luogo a quella trasformazione che è lo scopo di tutte le attività riabilitative o terapeutiche.

Il gruppo the Best yea si incontra nuovamente affrontando il tema dell’affettività e della sessualità. Il ciclo di incontri, tenuto lo scorso anno, aveva previsto attività laboratoriali per scoprire la propria identità e unicità e momenti di informazione sul tema della sessualità.

Quest’anno si propone il progetto “che differenza c’è?” per accompagnarli durante il delicato periodo pre-adolescenziale, durante il quale il corpo, i desideri e la complessità delle relazioni umane cambiano quotidianamente.

Con l’obiettivo di sostenere una crescita consapevole è importante che si permetta ai ragazzi di confrontarsi positivamente sulle tematiche della affettività e della sessualità, attraverso le loro opinioni, le loro riflessioni e domande. Diventa imperativo riflettere insieme sui concetti di amor proprio, dell’ascolto intimo di sé e delle proprie sensazioni, anche nell’ottica della presa di consapevolezza rispetto alla diversità e divergenza fra la sessualità rappresentata e indotta dai media e la realtà. Più in generale è fondamentale l’approccio all’ascolto e osservazione di sé, dal corpo che cambia, al dialogo con se stessi, per giungere alla relazione di vero rispetto e riconoscimento con l’altro.

In un’epoca in cui la comunicazione affettiva nelle relazioni perde la voce e il corpo avvenendo in forma scritta sui cellulari, lasciando spazio a incomprensioni e a sporadici o assenti confronti veri, e la popolarità avviene attraverso l’apparizione sul social network della propria intimità e la crescita sessuale è spesso emulazione forzata di comportamenti, appresi da messaggi mediatici, è fondamentale accompagnare i giovani alla consapevolezza di sé, alla scoperta del proprio piacere o dispiacere nelle relazioni, dar loro strumenti per scoprire il loro protagonismo nelle scelte e la loro costruzione dell’identità in un momento tanto delicato quanto quello adolescenziale.

Parlare del tempo, della pazienza per sentire il proprio corpo, saperlo ascoltare e proteggere, della responsabilità verso se stessi e della bellezza dei sentimenti umani da assaporare e scoprire.

Obiettivi Specifici:

  • Prendere consapevolezza del proprio corpo che parla sempre veicolando il nostro mondo emotivo
  • Riconoscimento delle emozioni attraverso giochi, dibattiti e analisi di racconti
  • Aprire dibattiti guidati sull’affettività:

Cosa desidero ricevere, cosa posso dare, cosa non mi sento in grado di comunicare e vorrei poterlo fare

  •  Riflettere sulle individuali e uniche percezioni emotive.
  • Riappropriarsi della propria capacità di ascolto su di sé: come sto, cosa desidero veramente, cosa mi piace, cosa mi dispiace.
  • Il corpo parla, imparare ad ascoltarlo. Riflessione sui tempi del corpo, come sta cambiando, dentro e fuori comunica sempre.
  • Analisi del contesto sociale: che cos’è la sessualità secondo me, quali le mie riflessioni e convinzioni sull’omosessualità, come viene rappresentata la sessualità, emersione dei messaggi mediatici e della nostra opinione critica.

1: incontro:

Setting “ ragazzi e ragazze” a confronto, con un gruppo di osservatori esterni

tema: il linguaggio femminile e maschile – partendo da un racconto di un incontro scritto dalla conduttrice

quello che piace-dispiace a lei quello che piace-dispiace a lui; cosa avrei fatto io; cosa mi fa arrabbiare; cosa vorrei comunicare

domande segrete: lasciare un biglietto con le proprie domande

2° incontro:

Setting “ ragazzi e ragazze” a confronto, con un gruppo di osservatori esterni

tema: il linguaggio femminile e maschile

il corpo che cambia: di lei e di lui

risposta alle domande del primo incontro

domande segrete: lasciare un biglietto con le proprie domande (rispetto al 2° incontro)

3° incontro:

ascolto di canzoni contemporanee sull’amore

analisi delle parole chiave – dibattiti

4° incontro:

Setting “ ragazzi e ragazze” a confronto, con un gruppo di osservatori esterni

tema: omosessualità

tabù sociali e personali

5° incontro:

dibattito finale che deriverà dalle riflessioni raccolte dai 4 incontri precedenti

sviluppo di consapevolezze: come sono io, come mi vedono gli altri, cosa gli altri non sanno di me, chi vorrei essere con attività espressiva sul corpo, pittura tribale e rito di iniziazione di gruppo

Percorsi:

– emersione di dibattiti e riflessioni individuali nel gruppo sulle tematiche sopraesposte

– percorso espressivo di poesia e racconto autobiografico, “le parole che vorrei dire, che vorrei sentire”.

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